LA STORIA

 

La storia della corale S. Tomaso è contenuta in un libro che la stessa corale ha pubblicato in occasione del decennale di rifondazione nel 1998, e di cui riportiamo alcune pagine

 

STORIA DELLA CANTORIA DI VILLAORBA

A cura del Sac. ANGELO TAM

 

PARTE SECONDA: La Storia

PRE ANGELO GREATTI E I PRIMI CANTORI

Mons. Angelo Greatti (o Greatto) da Basiliano Cappellano di Villaorba dal 1635 al 1638.

Era di Pasian Schiavonesco e dopo aver fatto il Parroco prima a Malisana poi in altri posti importanti, all'età di 70 anni pensò di ritirarsi nella sua terra di Pasian Schiavonesco. Ma per non stare senza un impegno ecclesiale, accettò l'incarico di fare il Cappellano di Villaorba.

Arrivato qui nel 1635 pose grande diligenza nella compilazione di quella serie di fascicoli contabili e amministrativi che per felicissima fortuna sono giunti fino a noi. Il Fabbriciere cassiere fu quindi da lui consigliato di descrivere minutamente la lista dei vari addetti al culto e alla chiesa che dovevano poi essere ricordati con "regalie" alle feste stabilite.

Il cartolaro contenente tali fascicoli a noi pervenuti incomincia qualche anno prima della venuta a Villa Orba di Mons. Angelo Greatto ed esattamente nel 1628 ma è incompleto anzi diremmo meglio che manca quasi tutto.

E in ogni caso in quel poco che possediamo non è nominata la cantoria o i cantori.

Questi piccoli fascicoli, della misura di un piccolo quaderno, per noi sono una vera miniera contenente una valanga di notizie di prima importanza e di interesse unico per le nostre conoscenze storiche.

Non si dimentichi fra l'altro che la prima notizia che riguarda la coltivazione del sorgo turco in Friuli si trova in questi fascicoli verso il 1636. Tantissimi studiosi hanno voluto vedere questi preziosi scritti, i primi in tutto il Friuli, che ricordino il famoso "sarturc".

Pre Angelo Greatto come dicemmo, appena arrivato volle che nel fascicolo annuale o biennale fossero annotate con grande precisione le spese di ogni genere fatte dalla Fabbriceria della Chiesa di San Tomaso Apostolo, senza dimenticare la cantoria a cui tanto ci teneva.

Ma quando lui si ritirò definitivamente, i cantori sono stati di nuovo dimenticati o confusi con i fabbricieri coi banderari, coi crosari ecc. e per conseguenza trattati come loro senza alcuna menzione particolare. E tale resterà la situazione per parecchio tempo, durante il quale la cantoria o i cantori sono nominati solo saltuariamente, come vedremo minutamente di volta in volta.

. LA PRIMA NOTA SCRITTA SUI LIBRI CONTABILI DELLA CHIESA CHE NOMINI 1 CANTORI L DEL 1636

Nel fascicolo dell'anno 1636-1637 alla terza nota spese della penultima pagina, sta scritto:

- Spesi di regalia con li Cantori alla Pasqua di Risurrezione  L. 13,4-

NOTA: In tutto l'anno si parla solo della Pasqua ma si parla con una frase che sembra essere abituale al fabbriciere contabile anche se noi la incontriamo per la prima volta, per cui è lecito pensare che si trattasse ormai di un fatto abituale e non nuovo. Questo ci autorizza a pensare che la cantoria esistesse da tempo immemorabile.

Negli anni successivi fino al 1654 si nomina ogni anno un elenco di festività in cui si compera il vino in notevole quantità per la comunione, più veniva coniperato come regalia per i fabbricieri, i crosari e i banderari ma i cantori specificatamente non vengono mai nominati come ci saremmo aspettati.

 

ANNO 1654. SI NOMINA LA CANTORIA PER LA SECONDA VOLTA

In quest'anno si nomina la cantoria due volte.

- Prima: Item per aver speso il giorno della Sachra della glesía con Reverendi et chantori.

NB. Questa nota ci serve a capire come spesso si faceva una spesa unica mettendo insieme Reverendi et chantori, All'ultima pagina del libretto contabile dello stesso anno troviamo una seconda nota:

- Per aver spesi come consuetto cori li cantori la domenica di Pasqua L.3,_

 

ANNO 1659. TROVIAMO INTERESSANTI NOTE DA ESAMINARE

La PRIMA NOTA contiene la parola "bozulais": questi erano dei dolci casalinghi dell'epoca fatti a forma di ciambella.

- Per vino et bozulais la Sagra di Sant'Orsola si suol dar per regalia alli cantori. L.2,-

SECONDA NOTA:

- Per aver pagato vino alli cantori et al Capellano conforme ['ordinario alla Pasqua per l'amontar di L.2,-

1665. TERZA MEMORIA DEI CANTORI IN TRE NOTE CONSECUTIVE

E' questo un fascicolo contabile per noi assai prezioso perché in più note ci fa un elenco delle feste in cui i cantori vengono gratificati con vino e cibarie varie Sempre come di consueto. Dal che si vede che nelle prime note si ricordano i cantori che vengono gratificati con vino una volta all'anno e per la precisione solo a Pasqua. Poi nei tempi successivi a questa festa si aggiunge anche l'Ascensione e la Sagra del paese. Ora in quest'anno incontriamo più note che citiamo al completo per capire quali erano le feste in cui si ricordavano anche i cantori per il loro servizio.

PRIMA NOTA Per rigalia al Capellano e cantori il giorno di San Marco L. 1-

SECONDA NOTA Per rigalia al Molto Reverendo e cantori il giorno dell'Ascension. L 1-.

TERZA NOTA Per rigalia al Capellano e cantori il giorno della sagra di Sant'Orsola. L. 1-

QUARTA NOTA. Per la regalia alli cantori per la SS. ma Pasqua. L. 3-,

Dalle note di quest'anno si viene a sapere che i cantori erano gratificati con un rinfresco quattro volte all'anno per il loro prezioso servizio che prestavano comunque sempre in tutte le domeniche e feste e sagre di paese.

ANNO 1674. Troviamo solo la seguente nota.

- Spesi alla S. Pasqua di Re(surezio)ne con li cantori  L.5,-

ANNO 1680-1681. Siamo agli ultimi fascicoli contabili del 1600 esaminando i quali abbiamo trovato queste piccole e fuggevoli note ma per noi fondamentali per capire la posizione dei nostri cantori che in numero di 12-14 persone con grande scrupolo cantavano la Messa Solenne e i vesperi di tutte le domeniche e le feste dell'anno andando spesso ad aggregarsi ai colleghi di Vissandone e di Blessano quando i turni liturgici lo esigevano. Per la verità, di queste trasferte non troviamo alcun cenno nei libri contabili, ma sappiamo da altre fonti che la regalia in vino e cibarie si faceva assieme ai erosari, ai banderari e ai fabbricieri cui venivano aggregati anche i cantori con il Capellano che accompagnava tutti. Con una bella ricreazione rallegrata da vino e cibarie di ogni genere tutti se ne tornavano a casa felici e ricaricati di nuovi propositi per il futuro lavoro.

Nei due anni citati sopra il presente paragrafo, troviamo la prima nota che parla del vino dispensato dal Cameraro di turno. Ma la nota è generica perché comprende la spesa di tutto l'anno senza specificare le relative feste.

- Per vino datto alli cantori, al Sig. Capelano e camerari sotto la Cameraria di Ser Angelo Romano L.3,-

Poi continua precisando meglio:

- Per regalia al Sig. Capelano, camerari et cantori alla Santa Pasqua (1680) L.4,-

- Per rigalia alli RR. Sacerdoti il giorno della sagra et cantori, nel 20 anno (1681) L.3,-

La stessa frase si ripete nella contabilità dell'anno seguente 1681. Possiamo chiudere il secolo che va dal 1600 al 1700 con queste conclusioni.

1° Il gruppo dei cantori, anche se solo saltuariamente nominati era già esistente all'inizio del 1600.

2° I giorni dei servizi solenni vengono rimunerati con una ricreazione con vino e cibarie.

3° Nei primi tempi del secolo si faceva una sola ricreazione e questa al giorno di Pasqua.

4° Durante il secolo si vanno aggiungendo altre ricreazioni all'Assunzione, alla Sagra della Dedicazione della chiesa o meglio detta la Sagra del paese.

5° Con l'andar degli anni si aggiunsero anche la Sagra di San Marco di Sant'Orsola e di San Tomaso.

 

LA CANTORIA NEL 1700

 

- ANNI 1724-1780

Se il primo volume contabile porta la data 1724, realmente la vera contabilità incominla sotto la Capellania di Pre Biaggio Pelagio di che fu Cappellano di Villa Orba dal 1731 al 1764. E sotto la sua cura pastorale troviamo nei libri contabili subito ricordata la cantoria o meglio il gruppo dei cantori.

Questa prima nota risale al 1733.

In fondo alla pagina n. 5 del I- vol. dei conti della Fabbriceria, troviamo scritto:

 

- Il giorno di San Tomaso (che allora era il 21 dicembre) a li Religiosi per disinar        L. 10

- Al medesimo giorno per li cantori                                                                                    L. 4

- Anno 1734. Al giorno della sagra di Sant'Orsola ai cantori vino                                   L. 3

- Anno 1735. Alli cantori il giorno della Sagra come il praticato (consuetudine).            L. 3.

- Anno 1736. Il giorno della Sagra ai cantori                                                                     L. 5,

- Il giorno di San Tomaso ai cantori in cibaria                                                                   L. 4.

- Anno 1737. Per l'ottava di Pasqua spesi con li Religiosi et cantori                               L. 8

- Anno 1738 Spesi il giorno della Sagra di Sant'Orsola alli cantori per robba cibaría.   L. 4

- Anno 1739. Il giorno di San Tomaso ai cantori                                                               L. 3

- Ai cantori l'Ottava di Pasqua cibaria                                                                               L. 9

- Anno 1740 Il giorno di Sant'Orsola alli cantori                                                               L. 6

- Il giorno di San Tomaso rinfresco alli cantori                                                                 L. 5

 

Da questo anno fino al 1790 prenderemo in considerazione solo quelli che hanno qualche novità rispetto alla normale ripetizione che si verifica anno salvo poche e usuali differenze dovute anche quelle al praticato e alla consuetudine che erano sempre rigorosamente rispettate. Infatti si notano variazioni da un anno all'altro in fondo si tratta delle solite feste ben precise quali o c'era il rinfresco con cibarie o semplicemente una bicchierata di vino.

- ANNO 1786. 1 CANTORI RINUNZIANO ALLE LORO RICREAZIONI

La chiesa nuova era ufficialmente incominciata nel 1770 ma sappiamo bene che per una decina di anni i lavori non ebbero mai un vero e decisivo inizio. Ci furono i contatti con il Capomastro progettista Sebastiano Lotti da Bertiolo; ci furono parecchie provviste di materiali, qualche sterramento e qualche lavoro nelle fondamenta del nuovo grandioso coro e nulla più.

Ma verso il 1780 incominciano i lavori veri e propri e la macchina della fabbrica della nuova chiesa di San Tomaso di Villa Orba era finalmente partita. La spesa era enorme per un paesetto di circa 300 abitanti e i sacrifici si imponevano a ogni livello. Per cui anche i cantori furono invitati a rinunziare alle loro annuali ricreazioni, come anche i Sacerdoti per poter far fronte alla grande impresa con le relative necessità finanziarie.

Questo avvenne formalmente nell'anno 1786. Per cui nel libro contabile Vol. 110 pag. 51 troviamo la seguente nota che riportiamo fedelmente per intero.

«Prima di passare a descrivere le spese si avverte che come che tanto li Reverendi Sacerdoti che li cantori hanno volontariamente cesso per qualche tempo le solite spese cibarie, cioè li pranzi e rinfreschi a beneficio della nuova fabbrica della chiesa colla riserva però di ripigliare l'antica consuetudine quando alli medesimi parerà a loro libero piacere. Quindi per ora si omettono le dette spese cibarie».

Sarà conservato solo l'onere del vino nelle varie processioni e nelle feste a tutti note. Tale vino veniva dispensato comunque a tutti i partecipanti Religiosi e cantori compresi. Ma era un sacrificio troppo grande l'aver rinunziato a tanta ben meritata grazia di Dio, per cui, dopo cinque anni, si pensa di ritornare alle vecchie tradizioni, come veniamo a sapere dalla nota che qui riportiamo desunta dal libro contabile Vol. ilo pag. 74.

- ANNO 1791. (Vedi Tavola n. 3).

Li cantori hanno ripigliato quest'anno l'antica consuetudine della ricreazione del giorno dell'Ottava di Pasqua per la quale in detta spesi L. 10,-

- IL GRANDE SILENZIO

Dalla nota che abbiamo riportato che risale al 1791 si apre un notevole periodo di anni in cui la cantoria e i cantori con nostra meraviglia, non vengono mai nominati. Si sa che il coro della nuova chiesa, almeno nelle strutture fondamentali, era già finito e che i famosi bancali di Mattia Deganutti, grande intagliatore di Cividale, già stavano al loro posto dal 1788.

1 cantori ormai da qualche anno cantavano a cori alternati facendo a gara quale dei due schieramenti cantasse meglio. Il coro era pieno di uomini che non erano mai di meno di una ventina. Voci potenti riempivano la chiesa di canti solenni durante le grandi funzioni e un grande senso di rispetto e di fede pervadeva l'assemblea liturgica. Nella memoria di tutti rimangono i vesperi a doppio coro e le solenni novene di Natale e le interminabili Messe solenni delle grandi feste liturgiche e dei funerali. Eppure da questa data i cantori per diversi anni non vengono mai nominati e su nessun libro contabile risultano spese fatte per loro. Con nostro rammarico non sappiamo dare una spiegazione.

- ANNO 1857: LA RIPRESA

Prendiamo in esame il primo di questi documenti giunti fino a noi.

“Villa Orba 29 dicembre 1857

Sono austriache 23 e centesimi 20 dico AS. 23.20 che noi sottoscritti cantori nella Ven.da Chiesa di Villa Orba abbiamo ricevuto dal Sig. Domenico Cozzi Fabbriciere e cassiere delle rendite dei fondi e capitali della Veneranda Chiesa, in causa della spesa sostenuta in quest'anno per conto nostro e dai colleghi cantori onde fornire il rinfresco che "AB IMMEMORABILI' è a noi dovuto dalla suddetta Chiesa, senza di cui non eravamo persuasi di continuare a prestarsi nella cantoria.

In fede:  Gian-Antonio Damiani - Giacomo Francesconi - Parusso Giuseppe”

 

Da questo documento e da quelli che seguono veniamo a sapere che una delegazione della cantoria era incaricata di tenere i contatti con il Fabbriciere-cassiere. Inoltre veniamo a sapere che la cantoria - ab immemorabili - che significa a memoria d'uomo ha sempre avuto il suo contributo per il rinfresco annuale per il servizio prestato nelle varie funzioni, funerali ecc.

Veniamo inoltre a sapere che se questo contributo non fosse stato versato ogni anno come di consueto, non erano intenzionati a continuare il loro servizio nella cantoria. Dal che possiamo tranquillamente concludere che 1a cantoria ha sempre cantato e fu anche sempre retribuita come il solito ripetiamo ab immemorabili.

 

- LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Non si dimentichi poi che nel 1915 scoppia la prima guerra mondiale con tutte le sue terribili conseguenze non ultima con la memorabile invasione delle truppe austroungariche di occupazione e con la conseguente fuga dai nostri paesi di tutta la popolazione civile costretta a trovare rifugio lontano dalla propria terra.

Ma ormai finita la guerra i nostri paesi tornavano lentamente alla normalità e la vita riprendeva fra tanta miseria il suo ritmo millenario.

Nel 1920 venne eretto il monumento ai caduti come si dirà altrove che fu inaugurato il 16 maggio 1920 con memorabili e grandi festeggiamenti ma tutti notavano l'assenza del gruppo dei cantori che erano ridotti al minimo e senza maestro. In quel giorno nella mente dei vecchi e malandati cantori nasce la voglia di rinascere e di rimettere in piedi la cantoria ormai completamente dissestata dalla guerra e dalla morte di tanti di loro che nessuno aveva più rimpiazzato.

 

- L'8.7.1923. ORDINE E DISCIPLINA DEI CANTORI DI VILLA ORBA

In questo paese è costituita una società corale per rendere più devote e solenni le funzioni di quella chiesa.

I soci cantori sono:

1 Fon Alfonso.

2 Fon Gregorio.

3 Fon Giuseppe.

4 Romano Alberto

5 Novello Fabio.

6 Zuliani Felice.

7 Romano Giuseppe.

8 Novelli Pietro.

9 Toniutti Francesco.

10 Damiani Olivo.

11 Lant Duilio.

12 Romano Dante.

 

OBBLIGHI

1° I cantori si obbligano di prestare servizio con premura in tutte quelle ricorrenze che verranno fissate dal Sacerdote funzionante.

2° Si formano un cassiere per ricevere le offerte e mercedi per servizio di canto.

3° Si obbligano d'intervenire alle sedute e alla istruzione che verrà fissata dal Presidente Alla Società

(Seguono le firme autografe)

Si formano due categorie per funerali con relativo onorario di prima e seconda classe. A riguardo della contribuzione  verrà - fissato dai soci la parte che verrà consegnata al cassiere e la parte che dovrà tenere per il servizio ogni socio. La tassa di prima classe è di li re 5 cadauna e la tassa di seconda è fissata in lire 3. In caso di decesso di tipi socio cantore dovranno gratuitamente prestare servizio ai - funebri

Fatto e letto si approva ci oggi 8 luglio 1923 in tutte le parti suesposte.

Il Presidente Fabio Novello

E questo il documento più interessante che riguarda la cantoria dopo la prima guerra mondiale, dal quale veniamo a sapere tutto quello che ci interessa. Il gruppo ufficiale dei cantori era quindi di 12 elementi che occupavano rigorosamente il coro divisi in due gruppi che si alternavano nel canto dei salmi, degli inni e delle Messe solenni cantate sia da vivo che da morto.

Non si dimentichi mai che il gruppo dei cantori ufficiali doveva essere composto rigorosamente di soli maschi essendo proibito l'accesso alle donne nelle cantorie ecclesiastiche.

Tuttavia un notevole gruppo di ragazze e donne formava una seconda cantoria che cantava con tutta la chiesa nelle messe piccole, nelle funzioni serali e soprattutto alla funzione solenne del mese di maggio che era il mese completamente riservato a loro. Certo che fra questi e quelli tutti cantavano con grande soddisfazione e devozione e con grande gioia di tutta la popolazione che partecipava in massa alle sacre funzioni.

- LA NOSTRA CANTORIA DAL 1953 AL 1988

Dagli appunti della Dott.ssa PATRIZIA CABRINI in VENIER ROMANO

Siamo arrivati ormai al 1954.

La prima partitura che fu posta allo studio durante l'inverno fu la Messa a tre voci dispari del Tavoni universalmente conosciuta e ancora oggi dovunque cantata. Si incominciò allora a cantare a voci dispari e le donne tacitamente e abusivamente incominciarono a salire in cantoria fra la curiosità e la meraviglia di tutti per la novità e non fosse altro perché tutti sapevano che era proibito dalle leggi della Chiesa.

La prima Messa cantata dalla cantoria abusivamente mista fu quella dedicata alla Madonna delle Grazie composta da Mons. Giovanni Pigani, sacerdote compositore friulano a tutti noto. Era certamente un grande rischio ma ormai tutti lo facevano sfidando le disposizioni rigorose di Mons. Nogara che continuava a vietare atti del genere considerati quasi uno scandalo.

Entrò in repertorio a questo tempo anche la nota "Messa a tre voci d'uomo" di Lorenzo Perosi. E di nuovo con tutti i rischi entrava di scena il coro misto con la esecuzione dell'Ave Maria polifonica del Maestro Da Vittoria. Cantare a voci miste era un grande rischio di essere segnalati all'Autorità Ecclesiastica competente come trasgressori di una norma ritenuta indiscutibile. E lo scrivente a suo tempo buon maestro di coro ne sa qualcosa in merito. Dovevano passare ancora almenoventi anni prima che arrivasse qualche raro permesso di introdurre le ragazze a cantare in orchestra.

Il mese di maggio però il canto in chiesa era riservato esclusivamente al coro femminile che come si sa non andava in orchestra ma cantava in chiesa con tutti i presenti proponendo ogni sera una nuova canzone dedicata alla Madonna. Allora nella nostra chiesa sono entrati dei canti famosi che ancora oggi si sentono con grande piacere come la "Salve Regina" del Mo Righi e i canti alla Madonna del nostro più grande compositore friulano Jacopo Tomadini.

Nel frattempo il coro poteva contare un organico di 35 elementi tutti animati dalla medesima passione per il canto. Questi cantori si trovavano non meno di tre volte per settimana dopo cena per provare nuovi brani o per perfezionare quelli già studiati. Il loro punto di riferimento era come sempre la famiglia Donato, dove il Sig. Giuseppe accoglieva puntualmente a braccia aperte giovani e meno giovani di buona volontà, bastava solo che volessero cantare. Da qui alla canonica era breve il passaggio e quello era il santuario della cantoria specie durante l'inverno dove si cantava e si rideva passando le ore più belle della settimana.

1 tempi passavano ma le preoccupazioni crescevano per mancanza di lavoro, per cui una grande crisi si stava abbattendo su Villaorba e su gran parte del Friuli. Siamo verso il 1955~1960 quando ebbe inizio la fuga dalle nostre campagne per andare alla ricerca di un posto di lavoro meglio retribuito oltre i confini della nostra terra friulana. Questa situazione inesorabile, nel giro di pochi anni, ha svuotato il Friuli delle sue migliori energie e degli uomini più qualificati che, con la valigia contenente appena l'indispensabile, andavano a raggiungere la Francia, la Svizzera, la Germania, il Belgio, il Canada, l'Australia in cerca di fortuna.

Fu allora che anche la nostra cantoria vedeva partire i suoi migliori elementi che piangendo salutavano amici e parenti per andare in cerca di fortuna. Chi scrive ha potuto aiutare un numero incalcolabile di lavoratori a trovarsi un posto di lavoro in ogni parte del mondo e spesso ha avuto l'occasione di cantare assieme con i nostri emigranti nelle chiese cattoliche di ogni continente le Messe che si cantavano dalle nostre cantorie in Friuli. Ne ricordo una che resterà memorabile.

Era il 15 agosto dell'anno 1978 e assieme a Don Angelo Rosso professore di organo al Conservatorio di Udine ci trovavamo in Canada a Hamilton in visita alla nostra gente. D'accordo con Amelio Gris tragicamente scomparso per un gravissimo incidente stradale poco tempo fa (primavera del 1998) che per decenni è stato la vera anima del Fogolar Furlan della cittadina e ottimo organista, decidiamo di celebrare la festa della Madonna Assunta con la massima solennità cantando la Messa a tre voci d'uomo del Perosi. Trasmettiamo la voce a tutta l'innumerevole comunità friulana della città, avvertendo che avremmo cantato la Messa solenne presso la chiesa croata di Holy Croos di Hamilton gentilmente concessa dal Parroco Don Stefano che era nostro amico. Arriva il grande giorno e noi tre attorniamo il piccolo organo dopo aver diviso i compiti e voci. Uno doveva suonare e cantare la parte di basso, il secondo avrebbe dovuto dirigere e cantare la parte del tenore primo e il terzo doveva cantare da tenore secondo. Davanti alla chiesa zeppa di friulani, in tre di noi abbiamo eseguito la famosa Messa fra gli applausi di una folla delirante di gioia che gridava “I sin tornás in Friul!”

- LA FINE DELLA NOSTRA CANTORIA

Fin dal 1950 già si notava un susseguirsi di partenze per l'estero crescendo inesorabilmente verso il 1955-1960. In quegli anni va collocata la lenta fine di una gran parte delle nostre cantorie. Anche qui da noi successe la stessa cosa per cui si arrivò alla fine del 1970 con la cantoria praticamente inesistente, per cui ogni attività finì tacitamente e lentamente fino ad arrivare al silenzio completo.Intanto in chiesa alle feste grandi non si cantava più, con grande disappunto dei fedeli che, pur sapendo ogni cosa, non sapevano rassegnarsi a tanto silenzio.

IL CORO DELLE RAGAZZE

Ma non tutto era perduto e soprattutto non tutto era finito. Infatti mentre la cantoria maschile andava lentamente verso il suo tramonto, si faceva avanti un gruppetto di ragazze che, dotate di voci assolutamente eccezionali, facevano in chiesa un servizio domenicale degno di ogni rispetto e tale da far dimenticare anche la cantoria ormai scomparsa.

Allora Don Guido, sentito il parere di quanti lo attorniavano, ebbe una felice intuizione, dare cioè un maestro a questo prodigioso coro femminile che prometteva tanto bene. E la scelta cadde su un ottimo giovane di Nogaredo di Prato di nome Fausto Stella. Era questi un ragazzo assai preparato come insegnante di musica e un vero animatore di gruppi musicali e giovanili dentro i quali godeva di un assoluto prestigio e influenza. Il successo fu superiore a ogni aspettativa e i risultati furono eccellenti.

Allora nacque anche una scuola di musica regolare con lezioni che Fausto dava ai singoli allievi oltre alle lezioni che venivano impartite al gruppo giovanile delle cantorine. Fu un vero successo al punto tale che il coro defunto non era più nella memoria di nessuno.

Nel 1980 Don Guido Berlai, da oltre 38 anni Parroco di Villaorba cessa la sua missione e si ritira in pensione presso il Cottolengo di Santa Maria La longa. Il 18 gennaio 1981 arriva a Villaorba lo scrivente Sac. Angelo Tam che fu accolto con grandi festeggiamenti come un messia. In quella occasione lo scrivente mentre celebrava la sua prima Santa Messa a Villaorba, guardava spesso verso l'orchestra strapiena di gioventù femminile che sotto la direzione di Fausto Stella cantava in maniera eccezionale i canti popolari che allora andavano di moda. Lo scrivente riconfermò subito tutti gli incarichi al bravo Fausto che ormai tutti consideravano un personaggio di casa e tutta l'attività riprese con nuovo impulso dando frutti sempre più apprezzabili.

Seguirono altri 4 anni di grande entusiasmo e di attività ininterrotta. Ogni anno e anche più spesso si organizzava un pellegrinaggio durante il quale il nostro coro femminile cantava da tutti ammirato nei santuari della nostra terra. Memorabile resterà il pellegrinaggio a Monte Berico e tanti altri ancora. Ma Fausto da tempo era nel mirino della Dirigenza dell'Azione Cattolica Diocesana che conosceva assai bene quel giovane, considerandolo come un valente personaggio. E non passò motto tempo che quella Direzione Diocesana chiamò in sede centrale a Udine il nostro amato Fausto che dopo tanti anni di attività fra noi dovette a malincuore lasciare Villaorba e tutti gli altri incarichi minori per mettersi al servizio dell'Azione Cattolica Diocesana.

Villaorba perdeva così il suo più valido collaboratore lasciando un vuoto difficilmente colmabile.

Alla guida di un gruppetto di ragazzi che continuavano a studiare musica fu chiamato il Maestro Anzile da Codroipo che per alcuni anni insegnò loro con profitto, musica e un po' di pianoforte Ma dopo qualche anno si dovette chiudere anche questa attività per la scarsezza di partecipanti alla scuola stessa che del resto non dava grandi risultati al punto tale che fu presto dimenticata.

Tutto finito allora?

Sembrerebbe di sì ma in realtà sotto la cenere serpeggiava una gran voglia di rimettere in piedi la vecchia cantoria e i pochi cantori superstiti pur di non sparire erano confluiti in parte nel coro "Cjastelir" di Tomba che già allora godeva di buona salute e di un notevole prestigio.

In quel coro cantava anche un nostro compaesano, Vittorino Zuliani, da anni però non più residente a Villaorba. Anche lui, grande appassionato di musica e sempre legato al suo paese di origine, era convinto che a Villaorba si poteva fare qualcosa e rimettere in piedi una piccola corale tirando vicino vecchi e giovani di buona volontà.

E in una serata di prove a Tomba nell'inverno del 1988 si discusse con il gruppetto di Villaorba di questa eventuale possibilità. Ma mancava il più, ossia un maestro a cui poter affidare il delicato incarico. I presenti alla discussione ebbero un intuito: non poteva intanto incominciare Vittorino a prendere in mano la situazione avendo egli tutti i numeri necessari per dirigere una piccola compagine corale che non pretendeva altro che di essere guidata e tenuta vicino?

Vittorino accetta un po' titubante e da quella sera con grande passione e con la buona volontà di pochi nasce la nuova cantoria di Villaorba.

1988 – Il coro con Vittorino Zuliani

 

 

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