| Si fa presto a dire Masanette.... |
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| Scritto da Andre@ | |||||||||||||
| Sabato 04 Ottobre 2008 21:07 | |||||||||||||
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E' facile dire masanette, è più difficile chiamarle con il loro vero nome, ovvero CARCINUS AESTUARII . ![]()
Nomi comuni: Granchio comune E' una specie di granchio molto diffusa nel Mediterraneo. È molto simile al carcinus maenas, e talvolta considerato come una sottospecie di questo piuttosto che una specie a se stante. Le due specie si distinguono dalla parte frontale del carapace, in mezzo agli occhi, che è corto e dentellato nel c. maenas e lungo e liscio nel c. aestuarii. Inoltre i gonopodi del c. aestuarii sono dritti e paralleli, mentre quelli del c. maenas sono curvi. Un'ulteriore analisi molecolare utilizzando il citocromo c ossidasi ha riscontrato differenze sostanziali tra le due specie, confermandone la differenziazione. Come vengono preparate? Noi usiamo cuocerle vive nell'acqua per qualche minuto, poi scolarle e lasciarle raffreddare. Vengono poi tolte le zampe e le chele, il corpo viene condito con olio, sale, pepe, prezzemolo e aglio e lasciato insaporire per un giorno, per essere servito come piatto freddo accompagnato da una fetta di pane e del buon vino. Il c. aestuarii è' conosciuto nel Veneto con il nome di Moleca e viene particolarmente apprezzato come cibo durante il periodo della muta. Le Moleche La laguna di Venezia è al centro di una particolare attività, a metà tra la pesca e l’allevamento estensivo: la raccolta delle moleche. Da almeno tre secoli i pescatori selezionano i granchi in fase di muta, quando perdono il loro rivestimento (carapace) e si presentano teneri e molli – da qui il nome moleche. E’ un’attività stagionale che segue i ritmi di crescita dei crostacei e ha le sue punte nel periodo primaverile ed autunnale. I granchi sono catturati con apposite reti da posta fisse, posizionate nei bassi fondali lagunari. Si procede quindi a un’accurata cernita, per separare i granchi boni, pronti alla muta in tempi brevi (da una a tre settimane), dagli spiantani, che muteranno nel giro di un paio di giorni, e dai matti, che invece non muteranno più nel corso della stagione di raccolta. Mentre i matti sono ributtati in mare, spiantani e boni vengono tenuti separati e sistemati in appositi contenitori detti vieri. Un tempo costruiti interamente in vimini, ora sono formati da assi di legno, distanziate per permettere la circolazione dell’acqua all’interno. ![]() Come si mangiano? Le moleche vanno cotte vive. S'’incidono con un coltello sulla schiena e si strizzano con le mani in modo che fuoriesca tutta l’'acqua rimasta. Poi s'nfarinano e si buttano nell’'olio bollente. Ed è qui che avviene la seconda metamorfosi: da esseri verdini e mollicci si trasformano in croccanti bocconi color rosso dorato, dal sapore dolcigno associato al gusto d’'alga e di mare. Staria delle Moleche: http://www.pubit.it/sunti/pes0106f.html
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| Ultimo aggiornamento Sabato 04 Ottobre 2008 21:16 |



